Responsabilità sociale

Sostenibilità e trasparenza

Trasparenza2

“Le aziende trasparenti ottengono migliori risultati nel tempo, godono di minori costi di finanziamento, attraggono e trattengono dipendenti di talento e alla fine hanno più successo”. Così Valdis Dombrovskis, vice-presidente della Commissione europea.

Oggi gli obblighi della comunicazione delle informazioni di carattere non finanziario si applicano a talune imprese di grandi dimensioni che hanno più di 500 dipendenti. Il Decreto legislativo n. 254 del 30 dicembre 2016 recepisce la Direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, si occupa appunto della divulgazione delle informazioni non finanziarie da parte di grandi imprese e gruppi.

Ma il settore produttivo nazionale è composto per la maggior parte di PMI. Secondo il censimento dell’ISTAT infatti poco meno di un quarto delle aziende italiane ha oltre 250 dipendenti. Rendicontare le informazioni non finanziarie – ambientali e sociali – può però essere un vantaggio competitivo non indifferente anche per le PMI.

Infatti l’accesso al credito o ai finanziamenti per innovare la propria realtà produttiva o ancora per sviluppare nuovi ambiti di mercato, diventa più interessante per quelle aziende che sono trasparenti anche sugli aspetti ambientali e sociali.

Facciamo degli esempi:

  • se un’impresa ha un tasso di infortuni pari a zero o quasi, piace di più, ha una percezione migliore sul territorio ove è localizzata e riesce a mantenere un rapporto più facile con i propri dipendenti. Il tutto con minori rischi anche sotto il profilo economico;
  • se l’azienda ritiene che sia importante efficientare da un punto di vista energetico la propria produzione, i vantaggi saranno importanti per l’ambiente, in quanto riducendo i consumi di energia si riducono indirettamente (o direttamente a seconda dell’impresa) le emissioni di gas serra in atmosfera, ma sono importanti anche per le casse dell’azienda in quanto si può ridurre significativamente la bolletta energetica;
  • se poi la nostra realtà produttiva vuole ampliarsi, per far crescere la produzione o per aprirsi a nuovi mercati, il fatto che abbia reso trasparenti tutti i parametri non finanziari, premette ai soggetti creditori – banche o fondi di investimento – di valutare a 360° l’impresa, riducendo in questo modo i rischi del finanziamento. Un’azienda sostenibile è infatti più “appetibile” e interessante!

È però importante che le realtà produttive, in particolare le PMI, vedano come strategico un investimento in trasparenza e comunicazione, perché la sostenibilità va comunicata in quanto è un elemento di differenziazione dai propri competitors.

Fornendo informazioni pertinenti sulle credenziali ambientali e sociali le imprese fanno infatti un grande favore a sé stesse, ma anche ai loro investitori, creditori e alla società in generale.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetto" permetti il loro utilizzo.

Chiudi