Energia e ambiente

Proposte per la Green Economy

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Il 6 e 7 novembre scorsi si sono tenuti a Rimini gli Stati generali della green economy. Nel corso della due giorni a Ecomondo sono state presentate 7 proposte prioritarie per la green economy dirette in modo particolare ai decisori politici del Parlamento e del Governo.

L’obiettivo è di far sì che chi governa e chi legifera prendano in seria considerazione alcune indicazioni riguardanti i prossimi anni che possano portare il nostro Paese a voltare pagina nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e di una diminuzione delle emissioni climalteranti, in maniera da garantire alle generazioni condizioni ambientali migliori.

Le 7 proposte del Consiglio nazionale della green economy sono descritte nel seguito.

  1. Rilanciare le rinnovabili e l’efficienza per affrontare la sfida climatica e rinnovare il sistema energetico. Per poter rispettare gli Accordi di Parigi del 2015 il nostro Paese deve varare un efficace Piano nazionale per l’energia e il clima di medio e lungo termine, puntando a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e di oltre l’80% al 2050 rispetto a quelle del 1990. Per questo deve raddoppiare il contributo delle fonti energetiche rinnovabili entro il 2030 e ridurre, sempre nel medesimo anno, i consumi di energia del 35%.
  2. Puntare sull’economia circolare, valorizzare i buoni risultati già raggiunti e attuare efficacemente il nuovo pacchetto di Direttive europee. In questo ambito è necessario migliorare la prevenzione della produzione dei rifiuti, sviluppare maggiormente la ricerca e l’eco-innovazione, l’eco-design e la gestione dei sottoprodotti. È necessario migliore la riciclabilità dei prodotti e sviluppare maggiormente il mercato delle materie prime seconde e dei beni riciclati. Infine occorre recuperare rapidamente i ritardi che permangono in alcune regioni nelle dotazioni impiantistiche e nella quantità e nella qualità delle raccolte differenziate dei rifiuti.
  3. Promuovere la qualità ecologica dei prodotti. Bisogna supportare l’adozione di processi produttivi e prodotti sempre più green, l’abbattimento delle emissioni di gas serra e l’uso efficiente e circolare delle risorse. Per dare impulso allo sviluppo della green economy è necessario indirizzare meglio la digitalizzazione, predisporre una riforma della fiscalità in chiave green penalizzante le produzioni più dannose per l’ambiente, semplificando le procedure amministrative per le imprese italiane che producono beni e servizi di elevata qualità ecologica.
  4. Assicurare lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, di qualità e multifunzionale. Per valorizzare un’agricoltura italiana di qualità è importante valorizzare l’efficacia dei controlli sui prodotti, promuovere le produzioni nazionali sostenibili e accorciare le filiere agroalimentari valorizzando le produzioni locali. Inoltre, le aree agricole, i pascoli e il patrimonio forestale, oltre al loro ruolo produttivo, svolgono una funzione determinante anche per il sequestro di carbonio, per la tutela della biodiversità, delle acque e dell’assetto idrogeologico.
  5. Far cambiare direzione alla mobilità urbana. È indispensabile accelerare lo sviluppo della mobilità urbana sostenibile, riducendo il numero delle auto private che circolano e sostano nelle nostre città. Di conseguenza va promossa e migliorata l’offerta di trasporto multimodale e va assicurato un maggiore investimento pubblico nella mobilità urbana. Per il trasporto privato e merci all’interno delle città occorre infine  promuovere la mobilità elettrica – puntando sull’elettricità prodotta da fonti rinnovabili – e l’utilizzo di biocarburanti avanzati e sostenibili – fra i quali sono da segnalare le potenzialità del biometano.
  6. Attivare un programma nazionale per la rigenerazione urbana. Per ridurre e, a tendere, fermare il consumo di suolo, occorre promuovere e indirizzare i finanziamenti verso progetti e interventi di manutenzione, recupero, riqualificazione profonda del patrimonio edilizio esistente, di bonifica e riuso di aree inquinate, degradate e dismesse, di sviluppo delle infrastrutture verdi urbane e periurbane, di promozione del verde urbano anche privato, di messa in sicurezza antisismica e idrogeologica. Tutto ciò attraverso un programma nazionale che coinvolga almeno tutti i capoluoghi di provincia.
  7. Tutelare e valorizzare il capitale naturale. Dal momento che il nostro Paese è dotato di un capitale naturale e di un capitale culturale di grande valore, è indispensabile tutelare e valorizzare questi due capitali in maniera coordinata e integrata, per potenziare l’attrattività del Paese e per sostenere le attività economiche collegate. Fra le risorse naturali particolare attenzione va dedicata all’acqua, riducendone gli sprechi e migliorandone la qualità. Infine, anche alla luce dei recenti disastri, è indispensabile promuovere un programma di gestione del territorio più attento e aggiornato al nuovo contesto climatico che si sta creando.